Ne sono sicura, attirerò l'ira di quanti si soffermano sulla superficie non scavando nella psiche. Le madri ti mettono al mondo e per questo ti amano e vogliono il tuo bene...Nulla di più falso! Ci sono madri che amano, madri che amano e non amano, madri che odiano, madri che si ritrovano in un ruolo troppo stretto.
Non possiamo pensare che la Madre, in quanto tale, sia sinomino della perfezione dell'Amore. E' vero molte madri uccidono fisicamente, sgozzano i figli, li impiccano, li affogano, li buttano dal balcone, li accoltellano, si gettano con l'auto in un fiume...ma moltissime madri uccidono l'autostima delle figlie.
Non è necessario accoltellare fisicamente le proprie figlie, possono farlo con le parole, ripetute, ridondanti negli anni che si ficcano proprio lì, nel punto più nascosto della propria autostima che, come in un videogioco dove bisogna colpire il bersaglio, inizia a perdere le tessere fino a rimanere scarna e nuda..indifesa.
Quante madri hanno commesso questo reato che nessuno può punire se ono le nostre lacrime?
Ricordate quando da piccolini, nelle preghiere, ricordavamo il nostro angelo custode? Quante volte ci siam rivolti a lui chiedendo di non abbandonarci, di rimanerci accanto, di esser la nostra ombra sotto il sole ed il nostro scudo nelle battaglie? Credete agli angeli? Io, da qualche tempo sì, ovvero da quando ne ho incontrato uno sulla mia strada, in un giorno qualunque.
Dopo un brutto periodo ero disillusa ma incontro un angelo che, senza conoscermi, sà tutto di me, un angelo con il quale parlare non serve perchè lui legge i miei occhi e conosce i miei pensieri, termina le mie frasi, sà quando ho bisogno di una carezza o di essere spronata. E' una sensazione così astratta, mai provata prima, quando sono con lui tutto intorno è pace, serenità, il battito del mio cuore rallenta, i pensieri scompaiono, lo guardo negli occhi e la mie labbra non pronunciano parola ma solo il mio cuore parla attraverso gli sguardi.
Difficile descriverne le sensazioni ma il sapore è buono, dolce e delicato. Intenso.
E se Dio avesse donato ad ognuno di noi un angelo che ci ami per come siamo realmente? Credete sia possibile? Io inizio a crederlo e auguro a tutti di trovare il proprio angelo...perchè la vita inizia ad avere un senso quando si guarda attraverso gli occhi dell'Amore.
Non c'è più, non potrà più fermarmi la sera sulla soglia del portone e raccontarmi la sua giornata, non potrà più sorridermi mentre và via, non potrà più giocare a calcio nel cortile e colpire la mia auto.
Un bastardo o bastarda che sia, senza onore, l'ha buttato all'aria mentre camminava sul suo motorino con il casco allacciato ed il cellulare nel sottosella, l'ha investito e non l'ha soccorso lasciandolo sull'asfalto in un pomeriggio di giugno.
Solo 16 anni...non si può morire così dopo più di un mese di agonia. Trovate chi lo ha ridotto così, incarceratelo e buttate la chiave, fategli vedere come ha ridotto Lorenzo e che viva sempre con il rimorso, il dolore e lo strazio che sta facendo vivere a chi lo ha amato e lo amerà sempre.
Brutto stronzo, stronza...strano che gli angeli volino via e chi è senza onore continui a calpestare la terra.
Spesso dicevo che la vita era uno schifo.
Anche quella frase mi stava fregando, perché avrei dovuto dire: "La mia vita è uno schifo".
Allora, magari avrei iniziato a chiedermi se potevo fare qualcosa per cambiarla.
Se era tutta colpa del destino, del caso, della sfortuna, o se invece anch'io ne ero colpevole. Perché dire che la vita fa schifo è come dire che non c'è niente che si possa fare.
Che bisogna accettarlo come un dato di fatto imprescindibile.
Fortuna che poi ho cambiato idea.
Fortuna che ho capito che la mia vita ha un valore e quel valore glielo do io con le mie scelte e con il coraggio delle mie decisioni.
Ho imparato a pormi una domanda ogni sera prima di addormentarmi: cosa hai fatto oggi per realizzare il tuo sogno, la tua libertà?
Alla seconda sera in cui mi sono risposto: "Niente", ho capito quanto in fondo una parte del problema fossi io.
Quindi, o smettevo di lamentarmi o iniziavo a darmi da fare.
Tratto da: "E' una vita che ti aspetto" di Fabio Volo